


Quando penso alla nuova BMW Serie 1 diesel, la prima cosa che mi viene da dire è che resta una vera Serie 1. Ha ancora quell’impostazione grintosa e sportiva che ti aspetti da una BMW, e questa sensazione è coerente anche con quello che la casa racconta del modello: scocca più rigida, telaio aggiornato e sterzo rivisto per migliorare precisione e stabilità. Anche nelle prove recenti continua a essere descritta come una compatta piacevole da guidare, agile e ben costruita.
La cosa interessante, secondo me, è che oggi riesce a tenere insieme meglio due lati che non sempre vanno d’accordo: da una parte il carattere sportivo, dall’altra una maggiore facilità d’uso tutti i giorni. Le recensioni più recenti parlano infatti di una Serie 1 più matura sulle sconnessioni, con un assetto meno rigido di prima ma senza perdere quella sensazione di auto precisa e composta tra le curve. E anche sul fronte comfort generale viene descritta come raffinata, soprattutto quando si viaggia.
Se poi si guarda alla versione diesel, secondo me si capisce ancora meglio perché questa motorizzazione abbia senso. Nel listino italiano della nuova Serie 1 è presente la 118d, con motore 2.0 diesel da 150 CV e 360 Nm, mentre BMW per questa versione dichiara consumi WLTP tra 5,2 e 4,6 l/100 km. Sono numeri che danno sostanza a quella sensazione di efficienza che ci si aspetta da una BMW diesel fatta bene.
Ed è proprio qui che, secondo me, la BMW Serie 1 diesel continua ad avere il suo perché. Perché sì, resta grintosa, resta sportiva nel modo in cui si mette su strada, ma in più ti dà anche consumi molto buoni e un’impostazione più completa di prima. Non è soltanto una compatta premium che cerca di essere bella da vedere: è una macchina che, se fai strada, continua ad avere molto senso anche dal punto di vista pratico. E forse è proprio questo il suo punto forte migliore: riuscire a tenere insieme immagine, dinamica di guida ed efficienza senza sembrare mai una scelta fredda.
